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Si ritorna a scrivere!

Dopo una lunga interruzione finalmente ho un po’ di tempo per riprendere a curare il blog. Le ragioni sono state, nell’ordine:

– un avvicendamento (purtroppo) nel personale dipendente;

– un incremento (per fortuna) del lavoro, ma soprattutto

– la nascita (evviva!) della mia seconda figlia!

Questi tre fattori messi insieme hanno causato il totale riempimento di ogni mia giornata, anche perché a tutto questo si aggiungono inserimento all’asilo del grande e relativi malanni prontamente contagiati alla sorella, cambi di tate, baby-sitter, cambi di asilo e così via. Posso dire senza timore di smentita che i primi mesi di vita di mia figlia sono stati tra i più faticosi che abbia mai passato.

Ma finalmente ho di nuovo un po’ di tempo per scrivere. Vorrei commentare un fatto non molto recente ma che comunque, a mio parere, non deve cadere nell’oblio. Parlo della chiusura delle correzioni degli scritti del concorso a 400 posti di notaio, indetto con D.D. del 3 dicembre 2019. Non sono tanto i tre anni e mezzo passati dal bando alla fine delle correzioni, giustificati dalla pandemia, ma il fatto che sono risultati idonei solo 187 candidati. Non si tratta certo di una novità; questi sono i risultati degli ultimi concorsi:

  • D.D. 16 novembre 2018: 300 posti e 199 idonei;
  • D.D. 2 ottobre 2017: 300 posti e 108 idonei;
  • D.D. 21 aprile 2016: 500 posti e 429 idonei.

Il 13 dicembre 2022 è stato poi indetto un nuovo concorso a 400 posti. Tralasciando quest’ultimo, nell’arco di quattro anni sono stati messi a bando 1.500 nuovi posti ma sono stati nominati solo 923 nuovi notai. Il fatto che passino meno persone dei posti messi a bando non è una novità però negli ultimi anni questa tendenza si è ampliata in modo preoccupante. A parere mio (ma non solo), le cause sono le seguenti.

La prima è che i concorsi sono diventati sempre più frequenti e con un numero di posti sempre maggiore. Basti pensare che, negli anni dal 1998 al 2008, per arrivare allo stesso numero di posti messi a bando nei quattro concorsi di cui sopra, sono serviti sette concorsi indetti nell’arco di 11 anni. Questo fa sì che, sebbene il numero di nuovi notai sia sempre inferiore dei posti messi a bando, ci sia in assoluto un maggior numero di nuovi notai per anno. Nei citati sette concorsi infatti sono stati nominati 1.493 nuovi notai a fronte dei 923 dei quattro concorsi più recenti. In proporzione sono 135,7 nuovi notai per anno per i concorsi dal 1998 al 2008 ma ben 230,75 nuovi notai per anno per i concorsi dal 2016 al 2019.

Rimane il fatto che negli ultimi 4 concorsi è stato coperto solo il 61,5% dei posti messi a bando mentre nei 7 concorsi precedenti è stato coperto ben il 98.8% dei posti. Probabilmente la causa è da ricercarsi in un decadimento generale del livello dei candidati. Da un lato il livello dell’istruzione è sempre più basso, dall’altro, ci sono sempre meno praticanti.

Che il livello medio dell’istruzione sia in calo non è una novità, tant’è che la stessa preoccupazione è stata espressa anche con riferimento al concorso di magistratura. Nemmeno è una novità che ci siano sempre meno praticanti, calo dovuto ad una sempre minore attrattiva della professione con la conseguenza che i laureati migliori snobbano la carriera notarile in favore di altre carriere più sicure o redditizie.